Da motivo di vanto e orgoglio per una comunità, a simbolo dei ritardi della giustizia italiana. Da emblema di riscatto, a ennesima occasione mancata di un territorio martoriato. Sono frasi fatte che dimostrano una sola cosa: dopo soli due anni di vita il Tribunale di Napoli Nord rischia di diventare, e per qualcuno lo è già, una babele. Mentre l’ufficio del Giudice di Pace ha più l’aspetto di un suk arabo che di un luogo dove si amministra la giustizia.

Cioffi

Giuseppe Cioffi

Da tempo Giuseppe Cioffi, presidente della sezione Anm di Napoli Nord, ha lanciato l’allarme, rimanendo per ora inascoltato. «In terra di camorra invece di fare un passo in avanti rischiamo di farne dieci indietro. Proprio ora che stiamo portando avanti nuove inchieste riguardanti i reati ambientali. È una struttura inadatta ad ospitare processi sulla criminalità organizzata. Aule di udienza e aule di consiglio inadeguate e insufficienti. L’assenza poi del personale amministrativo è incomprensibile. Senza il personale amministrativo per il magistrato è difficile far rispettare i tempi. C’è una scarsa attenzione della politica, soprattutto quella del territorio».

Il bacino di utenza del Tribunale di Napoli Nord

Il Tribunale Napoli Nord ha un bacino di utenza di oltre 1 milione di abitanti, per 38 comuni suddivisi in due province. Numeri che lo pongono fra i primi tre tribunali d’Italia.

19 Comuni della Provincia di Caserta

Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno

19 Comuni della Provincia di Napoli

Afragola, Arzano, Caivano, Calvizzano, Cardito, Casandrino, Casavatore, Casoria, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano, Sant’Antimo, Villaricca

Cortile Castello Aragonese

Presidente Garzo

Elisabetta Garzo

Anche per Elisabetta Garzo «la situazione è agonizzante». Il presidente del Tribunale di Napoli Nord ne indica i motivi. «I magistrati ci sono, ma l’organico amministrativo non è adeguato ai carichi di lavoro. Ne manca l’80%. Tutto ciò ci ha portato ad una pendenza, solo per le cause civili, di 30mila giudizi. L’attuazione della legge sulla mobilità ci ha fatto perdere in poco tempo 8 unità amministrative. La cancelleria del civile è chiusa al pubblico un giorno alla settimana e non siamo più in grado di garantire i tempi brevi dei processi. Ma non c’è rischio di impunità. Per i reati più gravi i tempi vengono rispettati. Ho incontrato personalmente il ministro Andrea Orlando e più volte alla settimana gli espongo i problemi per iscritto. Sino a questo momento le risposte sono state generiche».

Il personale amministrativo del Tribunale di Napoli Nord

PIANTA IN SERVIZIO VACANTE
Funzionario Giudiziario 38 5 33
Cancelliere 24 11 (2 part-time) 13
Assistente Giudiziario 44 24 20
TOTALE 106 presenze 40 66

 

Una soluzione alla carenza del personale amministrativo potrebbe essere il recente Decreto Legge n. 83, che sposta 2mila unità dalle Province all’Amministrazione giudiziaria. Ma la Garzo non si fida. «Non ho la certezza che queste persone vengano trasferite in tempi brevi. La soluzione più veloce è l’applicazione al Tribunale di Napoli Nord del personale da trasferire a fronte della legge sulla mobilità». Sulla questione del Giudice di Pace la Garzo è altrettanto netta. «La situazione è molto grave. Anche in questo caso il ministro conosce le difficoltà. In attesa di San Domenico l’alternativa potrebbe essere parte dei locali dell’Opg, dismesso dal ministero. La scuola di Polizia Penitenziaria si appresta a lasciare il primo piano del Castello Aragonese, ma è impensabile trasferirci il Giudice di Pace. Ho bisogno di altre aule per i giudici e le udienze».

Procuratore Greco

Francesco Greco

Il Procuratore della Repubblica Francesco Greco prova ad usare la carota, ma alla fine non può fare a meno di impiegare il bastone. «Il Tribunale di Napoli Nord è una struttura giovane che potrebbe funzionare meglio se ci fossero risorse sufficienti. L’organico amministrativo è sottodimensionato perché si supponeva che, partendo da zero come arretrato, non ci fosse bisogno di molto personale. In effetti l’arretrato si è formato subito. Abbiamo circa 22mila notizie di reato all’anno. Questo è un tribunale su un territorio con gli indici di criminalità più alti d’Europa se non del mondo. In un contesto sociale complicato si aggiunge il problema del Giudice di Pace, che ha anche competenze sul penale. Si rischia così una giustizia approssimativa che potrebbe evolvere ancora più negativamente. La soluzione del problema del personale potrebbe essere quella dei nuovi concorsi per gli uffici di Napoli Nord. Il decreto legge dà una soluzione ma c’è da tenere presente che sarebbe del personale non proveniente dal comparto giustizia».

Pianta Organica Procura di Napoli Nord

PIANTA ORGANICA NUMERICA PER LA Procura della Repubblica presso il Tribunale di NAPOLI NORD

Funzione Organico Vacanti Effettivi Uomini Donne
Procuratore della Repubblica 1 0 1 1 0
Procuratore aggiunto presso il Tribunale 2 0 2 2 0
Sostituto Procuratore della Repubblica 27 8 18+1 8 11
Vice procuratore onorario 30 16 14 6 8

Personale Amministrativo al 30/06/2015

Pianta In servizio VACANTE
III AREA F4/F5 – Direttore Amministrativo 1 1 F4 0
F1/F2 – Funzionario Giudiziario 17 9 più 2 unità distaccati da altra amministrazione 6
F1/F2 – Funzionario Informatico 0 0 0
F1/F2 – Funzionario Contabile 0 0 0
II AREA F4/F5 – Cancelliere B3 e B3/S 11 4 F4 + 1 F5 = 5 6
F3/F4 – Assistente Informatico 0 0 0
F3 – Contabile B3 0 0 0
F2 – Assistente Giudiziario 18 12 (1 in part-time al 50/%) più 5 unità distaccate per un anno dal Ministero della Difesa 1
F1 – Operatore Giudiziario 5 3 2
Centralinista telefonico non vedente 0 0 0
F1 – Conducente di Automezzi 6 4 (tutti applicati da altro ufficio) 6
I AREA F1/F2 – Ausiliario 8 8 0
TOTALE 66 Presenze 49 21

 

Spostandoci di poche centinaia di metri dal Castello Aragonese c’è il Giudice di Pace. Per raccontare ciò che si vede basta uno stralcio di un articolo del 2008 su “Fresco di Stampa” di chi scrive. «Sulle scrivanie e a terra ci sono cartelle di archivio piene di polvere che rilegano i fascicoli delle cause. Ognuno può farne ciò che vuole. Nei sottotetti giacciono, polverose, altre cartelle con altri fascicoli». Non è cambiato nulla, anzi è qualcosa cambiato, ma in peggio. Nell’ufficio che dovrebbe essere quello del coordinatore non c’è il lampadario, ma solo una lampadina al neon, perché la Soprintendenza ha ordinato di non rovinare gli affreschi.

Giudice di PaceLo stesso ufficio è adibito a cancelleria, con pratiche buttate anche qui dappertutto. Non sono in ordine, né catalogate. Antimo Femiano, coordinatore da pochi mesi, fa quello che può, con i mezzi che ha. «In organico abbiamo 18 magistrati e 5 impiegati. I magistrati sono sufficienti, per gli amministrativi abbiamo invece bisogno di più del doppio del personale. Il ministero è stato informato, da me e dalla dottoressa Garzo. Sino ad ora nessuna risposta. Il caos è aumentato quando l’ufficio del Giudice di Pace di Frattamaggiore è stato soppresso. Nel 2016 dovrebbe riaprire. Casoria, Marano e Afragola sono autonomi, ma non si esclude la loro soppressione. Se ciò dovesse accadere dovremmo chiudere i battenti».

Fascicoli Giudice di Pace 1
Fascicoli Giudice di Pace 2
Fascicoli Sottotetto Giudice di Pace
Balcone Giudice di Pace

La vicina struttura di San Domenico è la soluzione. Il Comune di Aversa ha pronti 4.700.000 euro per il secondo stralcio dei lavori, fermi però al palo. «Una volta iniziati i lavori ci vorranno almeno due anni per terminarli. Nel frattempo non possiamo fare altro che rimanere qui e adoperarci per risolvere la situazione. Questo edificio è insufficiente. A settembre la gestione passerà al ministero. Speriamo di risolvere i problemi. I fascicoli sparsi sulle scrivanie e per terra poco alla volta li stiamo catalogando e sistemando in archivio. Anche i sistemi informatici devono essere adeguati. Anzi, sono praticamente inesistenti».

Giudice di Pace S. Domenico Cortile
Giudice di Pace S. Domenico ex uffici comunali
Giudice di Pace San Domenico Corridoio
Giudice di Pace S. Domenico
avvocato palmiero

Carlo Maria Palmiero

Il quadro deprimente, però, non scoraggia l’avvocato Carlo Maria Palmiero. Pur rimanendo fermo nelle critiche, il presidente della Camera Civile di Aversa è altrettanto netto nel credere alla possibilità del tribunale come fattore di crescita del territorio. «Aversa è il terzo tribunale d’Italia per estensione e numero di abitanti. Pensiamo solo a tutto il contenzioso del lavoro con le grosse zone industriali dei Comuni a nord di Napoli, cui si aggiunge quella di Aversa. Se la giustizia funziona le persone hanno un atteggiamento virtuoso. Nel momento in cui si diffonde l’impunità è chiaro che l’atteggiamento virtuoso scompare. Il Giudice di Pace potrebbe essere trasferito, in via temporanea, presso la Maddalena. L’insufficienza dei locali e del personale amministrativo determina modalità operative vergognose. Ne esce sconfitta la credibilità di uno Stato che, in quelle condizioni, pretende di risolvere i conflitti tra i cittadini. Mi sono sempre battuto per questo tribunale, presidio di legalità e volano, non solo economico. Un ufficio giudiziario è una grande opportunità di crescita per cittadini, imprenditori e anche per gli addetti ai lavori. Aversa può diventare un polo di eccellenza giuridica. Se c’è la volontà di tutti».


Per la prima volta dall’inizio dei lavori viene filmato l’interno del complesso di San Domenico. L’ex convento dovrebbe diventare la nuova sede del Giudice di Pace. I lavori sono fermi da tempo. Pronti 4.700.000 euro provenienti dai finanziamenti POR Campania Fers 2007/2013. Gli ultimi provvedimenti in merito del Comune di Aversa sono due determinazioni dirigenziali: la numero 141 del 27 febbraio 2015 in cui viene dato l’incarico alla società Itaca srl di Napoli della ‘progettazione esecutiva delle opere impiantistiche’ e la numero 205 del 24 aprile 2015 dove viene conferito all’ing. Raffale Serpico l’incarico di responsabile del procedimento dei lavori.

In attesa dell’inizio del secondo stralcio, poniamo all’attenzione dei lettori ciò che si vede dopo circa trenta secondi dall’inizio del filmato. Nella stanza posta alla destra della scalinata che porta al primo piano, una volta coperta da antichi affreschi. Ci chiediamo se la sovrintendenza è a conoscenza dell’esistenza di questi affreschi, con la speranza di vederli ancora a lavori ultimati.