Dal Blog di Carmen Granito: Graeciae, racconti da un altro Sud

Con l’ondata di caldo folle di questa settimana la costa dell’Attica orientale distilla odori mediterranei familiari ma amplificati. Nella Stoa a forma di Pi-greco del tempio di Brauron l’odore dei pini è selvaggio. Qui, tra i canneti e gli oleandri, nell’antichità le bambine danzavano il ballo dell’orsa in onore di Artemide per celebrare il passaggio all’età adulta. “Brauron era un posto dedicato all’infanzia e alla formazione dei bambini. Il mondo di domani iniziava da qui. E dovrebbe ancora iniziare da qui” – commenta Vassia Hadjiyiannaki, che ha lavorato per vent’anni a Ert (la televisione di stato greca, ndr) e, dopo la chiusura dell’ente da parte del governo Samaras, si è dedicata alla promozione del patrimonio culturale, che per lei è “la prima risorsa del paese”. Qualche giorno prima del referendum è uscito il suo libro illustrato Toumpalin (Minoas Ed.), “la storia di un bambino che affronta la sua paura del mare con l’aiuto di una tartaruga marina e con la creatività delle sue idee”.

VassiaHadjiyannaki

Vassia Hadjiyannaki

"Toumpalin", Minoas Ed.

“Toumpalin”, Minoas Ed.

Perché pubblicare un libro per bambini nel mezzo della crisi peggiore che la Grecia abbia vissuto negli ultimi decenni?

Ho iniziato a scrivere nel cuore della crisi, quando il governo Samaras ha chiuso Ert e io e altre centinaia di lavoratori siamo stati licenziati di punto in bianco. Questo libro è in realtà la mia ricetta metaforica per uscire dalla crisi: la storia è ambientata a Castellorizo, una delle isole greche più remote e dalle vicende storiche più tormentate, che però è riuscita a mantenere intatta la sua identità culturale nonostante i momenti bui. Il protagonista è un bambino che ha paura e la paura dell’ignoto, del domani, è il sentimento più diffuso in questo momento in Grecia. Ma Toumpalin è anche un bambino creativo, con inventiva e buone idee ed è grazie a quelle che riesce a vincere le sue sfide. Ecco: la protezione dell’identità culturale e la sconfitta della paura grazie alle buone idee. Questa è la mia via d’uscita dalla crisi.

La morale del libro è “supera le tue paure”. Qual è la paura più grande dei Greci in questo momento?

La guerra civile. Se la situazione finanziaria peggiora, usciremo dall’euro e il Paese sarà ridotto alla fame. A quel punto temo che l’odio profondo tra i partiti di destra e sinistra metta greci contro greci, come nella Seconda Guerra Mondiale.

L'isola di Castellorizo

L’isola di Castellorizo

Toumpalin e la sua amica tartaruga cadono in una rete mentre nuotano insieme. Qual è la trappola in cui i Greci devono assolutamente evitare di cadere?

Il gioco dei media. I nostri politici stanno ancora mentendo, stanno cercando di sviare l’attenzione dal fatto che ancora una volta non stanno realizzando le riforme necessarie per una ripresa sana. E i media reggono il loro gioco. La trappola è affidarsi a loro per formarsi un’opinione. Ma questo non è un problema solo greco: quando leggi la stampa internazionale hai sempre l’impressione è che ci sia un’ambiguità di fondo e un continuo cambiamento nel tono degli articoli. Formarsi un’opinione fondata e oggettiva sulla situazione greca è molto difficile di questi tempi.

Hai lavorato per vent’anni a Ert. Come hai reagito quando il governo Samaras l’ha chiusa? E che ne pensi della recente riapertura da parte del governo Tsipras?

Quando Ert ha chiuso ero scioccata, non avevo alcuna speranza di continuare il mio lavoro e mi sembrava di vivere in un regime totalitario. È vero, Ert aveva molti problemi, ma la chiusura totale aveva distrutto anche ciò che c’era di buono. È stata una misura dolorosa e innecessaria, uno dei fallimenti maggiori di Samaras. Ora che la rete è stata riaperta sono contenta, perché è un ciclo che si chiude, ma dopo esserci tornata per un paio di settimane mi sono resa conto che i giochi politici imperano di nuovo e che ancora una volta non si punta sulla qualità. Il gruppo che ha mantenuto viva Ert online durante i mesi della chiusura, per esempio, è troppo coinvolto con Syriza. La televisione di stato non dovrebbe mai fare gli interessi di una parte, ma essere totalmente dedicata a cultura e istruzione per tutti.

E i bambini? Pensi che avvertano il pericolo e la tensione della situazione attuale?

I bambini seguono quello che sta succedendo attraverso gli stati d’animo dei genitori. Li vedono preoccupati, insonni, litigiosi, e sentono la stabilità della famiglia venire meno. Mia figlia ha 7 anni e ogni giorno si sveglia agitata chiedendomi «Mamma, siamo ancora nell’Euro?». È diventato anche il loro incubo…

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Castellorizo, porto