Con le amministrative di giugno 2016, i cittadini italiani sono chiamati alle urne ed esprimeranno le loro preferenze necessarie per eleggere sindaci e consiglieri comunali. Un rito che si rinnova, di anno in anno, per garantire, in occasione delle scadenze naturali o di scioglimenti anticipati, il governo di città, regioni e della stessa nazione. Quest’anno sarà più difficile potersi districare tra le numerose liste che si presenteranno al voto, anche perché la politica, che è in continua evoluzione, ha assunto, già da un po’ di tempo, i connotati di un “grande calderone”, al cui interno ribolle il magma dell’indefinito.

Comune_Aversa

Comune di Aversa

Oggi tra centrodestra e centrosinistra non c’è più distinzione, il trasversalismo la fa da padrone e l’abbattimento di quei confini politici che hanno caratterizzato la Prima e la Seconda Repubblica ha aperto la strada a “l’epoca del tutto è permesso”. Sia ben chiaro, con questo non voglio dire che ieri era meglio di oggi e che adesso ci sia più corruzione di prima, ma il dato certo è che la politica ha definitivamente calato la maschera. Con l’avvento di Matteo Renzi questo processo ha subito una netta accelerazione. C’è voluto poco per sostituire il “berlusconismo” con il “renzismo”, due fenomeni politico-culturali diversi, ma in continuità tra loro. Non a caso la figura-cerniera di questo processo è rappresentata da Denis Verdini, uomo importante nello scacchiere dell’ex premier Silvio Berlusconi, con un ruolo fondamentale anche nel “sistema” renziano. Precedentemente ho fatto cenno alla Prima e alla Seconda Repubblica, considerandoli due momenti storici ormai alle nostre spalle. Ritengo, infatti, che l’ascesa di Renzi al potere abbia dato il via alla Terza Repubblica, quella dell’indeterminato e dell’istituzionalizzazione del trasversalismo. Esempi Denis verdinidi questa nuova pratica politica si possono trovare in tante città italiane, soprattutto al Sud, da sempre laboratorio politico nazionale. In particolare, mi soffermo sulle scelte politiche che si stanno effettuando in questi giorni ad Aversa, la seconda città della provincia di Caserta, che ospita l’associazione di promozione sociale “Cartabianca”, editore del blog collettivo “Controversosud.it”. Analizzando quello che sta succedendo nel Comune casertano, si riesce a fotografare un interessante spaccato dell’avvio della Terza Repubblica. Ad Aversa, dopo lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale, si è disintegrato il precedente quadro politico, che aveva visto fronteggiarsi, nella passata tornata elettorale, centrodestra e centrosinistra, con la netta affermazione del centrodestra. Già nel corso della consiliatura si è assistito alla trasformazione dei partiti, con la spaccatura di Forza Italia in più tronconi e la scomparsa della sinistra storica. A meno di due mesi dalle elezioni comunali si “lavora” alacremente per comporre alleanze spurie e trasversali, Silvio Berlusconicon l’obiettivo unico di conquistare più voti degli avversari. Le vecchie coalizioni, ormai disintegrate, si vanno ricomponendo in maniera confusa. Il quadro politico che si preannuncia ad Aversa, in vista delle amministrative di giugno, è davvero preoccupante: mancano progetti politici e proposte di governo valide. Si assiste solamente ad una corsa al posizionamento con candidati sindaci, a cui si aggregano pezzi di ex maggioranza e di ex opposizione, rimescolati tra di loro. Tutto questo, e lo si legge dalle prime dichiarazioni dei candidati, chiude completamente le porte al sano conflitto, alla naturale contrapposizione di idee e di progetti, minando alla base la tenuta democratica. L’indefinito, il trasversalismo sono fattori che determinano la crescita della corruzione, del mal governo e fanno aumentare la sfiducia negli elettori. Il rischio è che il primo partito delle prossime amministrative sarà quello dell’astensione.

I cittadini, quanti non sono complici del vecchio e sempre di moda clientelismo, si pongono delle domande: «Che senso ha andare a votare se l’offerta politica non dà possibilità di scegliere?». L’esasperato trasversalismo ci ha portato diritti verso una inconfutabile verità: chi vince le elezioni è uguale a chi perde, non ci sono differenze. Questo accade ad Aversa, ma è replicato a Palermo, a Roma, a Torino o a Bolzano. Il non andare a votare (cosa che penso farò anch’io) non scalfisce questo sistema di potere, dato che ci saranno in ogni caso eletti in tutte le città italiane, però determina una scelta libera per coloro i quali detestano finire invischiati nella palude del vacuo e dell’indeterminato.