Gramigna, dal sogno di un manipolo di audaci al Premio David Giovani.

Ci ho pensato molto prima di scrivere del film Gramigna. In questo progetto, avviato tre anni fa in un sud Italia sempre più povero di risorse e di idee, sono coinvolto direttamente, curando la comunicazione della casa cinematografica indipendente Klanmovie Production, che ha voluto e realizzato, con tanti sacrifici, la pellicola a scopo sociale, attesa nelle sale il prossimo 23 novembre 2017. Un conflitto di interessi, direbbe qualcuno che ha vissuto e condannato gli anni migliori del “berlusconismo”, un gesto autoreferenziale potrebbero affermare altri. Per una volta metto da parte il mio orgoglio intellettuale, a rischio di attirarmi le critiche dei “puristi”, e racconto la storia di un ristretto gruppo di “romantici”, che hanno deciso di fare cinema tornando indietro nel tempo, quando anche nel mondo dorato e irraggiungibile della celluloide primeggiavano i valori umani e il lavoro vero, quello artigianale.

Il film

Il progetto Gramigna è tutto questo, e Klanmovie nasce come azienda che ha l’obiettivo di mettere al centro le persone, rispettando le professionalità  e le pratiche imprenditoriali corrette. Dopo tre anni tribolati, in lotta continua contro il “sistema cinema”, stritolati tra le case di distribuzione cinematografica, che la fanno da padrone, e gli umori degli esercenti (i proprietari delle sale), aiutati da una legge discutibile, che non ha eguali nel resto del mondo, è giunta la giusta gratificazione, che premia gli sforzi compiuti fino a questo momento.

Gramigna è tra i 15 film in concorso per l’edizione 2017/18 del Premio David Giovani. Istituito da Agiscuola, presieduta da Luciana della Fornace, con il sostegno del MiBACT, il Premio, nell’ambito dei David di Donatello, dal 1997 viene assegnato da una giuria di studenti delle scuole secondarie. Oltre 5 mila allievi chiamati a vestire i panni di giurati, 150 istituti scolastici coinvolti e solo poche pellicole in gara, che si contendono la palma di migliore film italiano dal contenuto sociale ed educativo. Un riconoscimento non da poco, che si aggiunge alla stipula di un accordo di partnership con l’Università  cattolica LUMSA, il secondo ateneo più antico di Roma dopo La Sapienza. Gramigna sarà  proiettato nell’Aula Magna dell’università  e presentato agli studenti il prossimo 7 novembre, all’interno di un progetto socio-educativo su sport e legalità  promosso dallo stesso Ateneo.

Biagio Izzo sul Set di Gramigna

Il film narra la storia di un ragazzino, Luigi, figlio di Diego, uno dei più potenti boss della malavita campana, che ancora oggi sta scontando l’ergastolo e che Luigi ha visto solo in galera. Luigi è costretto a fare i conti costantemente con una realtà  che si divide tra bene e male, conteso tra “tentatori” (ricchi e persuasivi malavitosi) e “angeli custodi” (la madre Anna e l’amato allenatore di calcio Vittorio).

Questi ultimi, cercano di mettere in guardia Luigi dai rischi del malaffare, dalla pericolosità  di cedere alle provocazioni e, inoltre, lo spronano a studiare e a lavorare, inculcandogli il valore della famiglia, della serenità  e, soprattutto, della libertà .

Gianluca Di Gennaro sul set di Gramigna

Il regista di Gramigna Sebastiano Rizzo

Il senso d’impotenza che Luigi prova ogni volta che assiste all’umiliazione dei commercianti della sua terra da parte della malavita, fa crescere in lui un desiderio di riscatto per quella gente e per quella terra. Così, crescendo e lottando dolorosamente contro se stesso, vivendo costantemente in uno stato di profonda solitudine e rabbia, riuscirà  alla fine a risorgere e ad estirpare dalla sua mente e dalla sua vita, appunto come una gramigna, ogni forma di tentazione, ben sapendo che tale bramosia potrebbe costargli quella libertà  tanto attesa. Libertà  che conquisterà  a sue spese, sperimentando il dolore e l’umiliazione del carcere.

Enrico Lo Verso

Grazie, quindi, alla sua grande voglia di riscatto, diventerà un commerciante e si dedicherà  con grande entusiasmo al civile, in particolare la sua attenzione sarà  rivolta a quelle persone che, più volte, aveva visto umiliate e ferite non solo nel corpo, ma anche nella dignità, dalla sua stessa famiglia. Finalmente potrà  fare qualcosa per loro, potrà  lottare insieme a loro, contro la criminalità.

Ma non solo: lottare per il riscatto dei ragazzi del sud, difendere quella bella terra “sfregiata” che resiste al potere della malavita, sperando che la sua storia possa essere da esempio ai tanti giovani, che sognano di estirpare, come lui, la gramigna dal loro “status”, per diventare uomini migliori.

Nel film Luigi è interpretato da Gianluca di Gennaro, con lui Enrico Lo Verso, Teresa Saponangelo, Biagio Izzo, Lucia Ragno, Gianni Ferreri, Ernesto Mahieux, Mario Porfito, e ancora Titti Cerrone, Anna Capasso, Ciro Petrone, Antonio Tallura.

Nel cast, a riprova dell’impegno sociale della Klanmovie, spicca la significativa partecipazione del magistrato di Aversa Nicola Graziano, che interpreta il detenuto Nando, compagno di cella di Luigi. Nella realtà  Nicola Graziano è giudice della sezione fallimentare di Napoli.

Dossier scolastico

Data la natura del film Gramigna, la Klanmovie Production, casa cinematografica indipendente che ha prodotto la pellicola, ha realizzato un dossier scuola, in modo da facilitare l’incontro tra gli studenti e il cinema, a scopo sociale ed educativo. Il lavoro vuole offrire un invito alla riflessione da parte di docenti e alunni sulle tematiche della famiglia, della scuola e della società

L’accordo con l’Unicef

La pellicola si pone quale strumento amplificatore di educazione contro le mafie, sfruttando appunto il cinema come mezzo di comunicazione per eccellenza. Un segno evidente dell’importanza del progetto di Klanmovie Production è l’accordo sancito con l’Unicef, che sostiene la società  di produzione cinematografica sul tema dell’educazione alla legalità  tra le giovani generazioni.

Sul set di Gramigna

Biagio Izzo e Teresa Saponangelo

I giovani protagonisti

Il film è stato voluto e realizzato per i giovani, che sono costantemente alla ricerca di valori, stili, ma anche di stimoli e mode, in un tempo dove spesso gli ideali sono confusi e alterati dalla mancanza di certezze e riferimenti stabili. Klanmovie, in collaborazione con Unicef, ha puntato sulla semplicità  dei contenuti e delle immagini senza effetti speciali, al fine di veicolare idee, valori e messaggi importanti, capaci di superare quei confini geografici e culturali dell’ottica generazionale. L’obiettivo finale è quello di fare in modo che gli studenti vadano al cinema, nelle mattinate dedicate al progetto, per vedere il film Gramigna e, poi, discuterne in classe, secondo un programma didattico promosso dalla Klanmovie e adottato, in piena autonomia, dalle scuole italiane.

 

Ora, e mi perdonerete l’ulteriore strappo deontologico, mi auguro che il pubblico possa apprezzare l’impegno di un manipolo di audaci, i quali sono pronti a reinvestire in altri prodotti cinematografici i proventi che arriveranno dal botteghino. In bocca al lupo a Gramigna e alla Klanmovie.